| realismo fantastico > postumani e ibridi cibernetici | 1024x768 | 800x600 | INFO |
L'essere semiumano, l'ibrido che unisce in sé realtà diverse e sempre contrastanti, il clone, la fusione umanoide che ingoia carne umana ed interiora meccaniche, sono tipici esempi delle deformazioni raffigurate in questa serie di immagini. La realtà angosciante di una società disumanizzata dove l'uomo schiavizzato dal lavoro diventa assimilabile alla macchina, e la macchina, invece, diviene inevitabilmente il sostituto dell'uomo, è la vera protagonista di questa analisi grafica. Il mondo del terzo millennio è sicuramente una scacchiera, configurazione della cultura alienata che imprigiona il corpo degli esseri umani. L'uomo a sua volta ricorre alla macchina per estendere il suo potere sulle cose, ma si dimentica di avere esso stesso un corpo che, se abbandonato, può inavvertitamente arrivare a tradirlo. Il rapporto simbiotico uomo-tecnologia si spinge fino al punto in cui l'uomo, ormai protesi della macchina, perderà il proprio corpo. Le macchine entrano in simbiosi con l'organico: la tecnologia si sostituisce alla realtà e gli oggetti meccanici divengono estensione del corpo, protesi industriali, fino alla creazione di una nuova dimensione, di una nuova carne. Il labirinto della rappresentazione quindi si associa e si fonde con un'entità bestiale, un Minotauro, un'ibrida forma che ne concretizza il pericolo. Non c'è labirinto senza abitante mostruoso insegnano gli antichi, e ripete J.L.Borges: "L'immagine del labirinto conviene all'immagine del Minotauro. E' soddisfacente che al centro di una casa mostruosa abiti un essere mostruoso". L'orrore industriale ed un sotterraneo tremore, pulsano nelle oblunghe tavole di Giorgio Finamore: la tensione è respirabile in ognuno di questi terrificanti quadri.