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Postumani e ibridi cibernetici

Il lavoro di Giorgio Finamore, qui presentato, è basato sulla ricostruzione di un universo antico ma tecnologicamente e angosciosamente futuro. Egli prende in considerazione il rapporto tra l'uomo e la macchina, tematica presente in gran parte degli stilemi espressionisti, che all'inizio del Ventesimo Secolo si coniugarono ad intuizioni già avanzate dai futuristi, nelle quali si prevedeva l'inquietante presenza dell'uomo-robot. La critica visione dell'uomo è espressione insieme di crisi della coscienza e della società in cui vive, ricondotto ad immagine del meccanicismo cui viene ridotto dalle forze del militarismo, della burocrazia, dello stato. Questa risulta la generale atmosfera che pervade in ogni sua forma, il particolare universo ricreato nei lavori di G. Finamore, che viene inoltre arricchito sulla base di una personale visione dell'odierna fantascienza: tubi, cavi elettrici. modificazioni di corpi umani, cloni e organismi cibernetici, alieni in mondi virtuali rappresentano le sue più frequenti argomentazioni e materie d'indagine. Questo potrà facilmente portare lo spettatore ad individuare i principali elementi d'ispirazione della sua arte: gli scenari visionari della corrente surrealista; gli eminenti lavori dell'artista svizzero H.R. Giger, padre dell'arte biomeccanica; il cinema fantastico, da "Tetsuo" di Shinya Tsukamoto a "Videodrome" di David Cronenberg, da "Eraserhead" di David Lynch a "Brazil" di Terry Gilliam... Tutte le immagini delle seguenti 2 gallerie "Fughe psichiche e incubi del subcosciente" e "Postumani e ibridi cibernetici" sono scansioni di illustrazioni di piccolo formato e di quadri ottenuti per mezzo di tecniche manuali piuttosto convenzionali ed in particolare principalmente basate sull'uso specifico di normali penne biro.


Fughe Psichiche
e incubi del subcosciente

Postumani
e ibridi cibernetici

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